Negli occhi un vuoto che pesa
di Dedo
Il velluto blu ha il sapore del vino invecchiato ed è ombrato dalla cenere caduta. Modì porta addosso quella giacca che è ormai il cimelio della notte trascorsa, ancora una volta, in una realtà parallela. Quando entro nello studio lui è voltato e guarda dalla piccola finestra di legno la pioggia che cade su Parigi da ore.
Appena varcata la soglia basta un passo per far scricchiolare il pavimento, ma questo non lo distoglie dalla sua contemplazione. Lo studio sembra ormai spoglio ma a terra, appoggiata alla parete più fredda della stanza, c'è Lei. Quell'angolo buio all'improvviso si tinge di rosso. Un colore caldo che tuttavia non colpisce, è discreto ma attraente. Una grande macchia chiara, quando mi avvicino, diventa una meravigliosa escursione in quella donna assopita nel rosso.
Sono rapito dalle sue forme dolci e nette, arrotondate e sottili come un tratto di mina. Mi hanno sempre affascinato le mani delle donne e allora mi fisso sulle sue che scompaiono dietro i capelli e tra la guancia e il collo.
E' strano che Amedeo abbia deciso di chiudere gli occhi a questa donna, come se avesse voluto impedire a se stesso di continuare a scavarle dentro. Forse gli basta il ricordo di quest'esperienza impresso sulla tela.
Occhi serrati senza violenza, chiusi da qualche istante. Lei dorme e Modì è attento...
Poi le palpebre si schiudono ed è tutto cambiato. E' cambiata anche lei qualche passo accanto, è Luna adesso e apre gli occhi.
Il bruno morbido del letto diventa il colore dei capelli della Czechowska. Occhi aperti e un collo che è una vertigine.
Ci pensa lui a riempire quello sguardo aristocratico. Lo riempie sì, con un vuoto che pesa. Palpebre tagliate con decisione fanno da cornice ad un colore di una sfumatura inafferrabile. Azzurro, grigio, violetto. Un colore così particolare e unico da non poter essere usato due volte e così, di un giallo-arancio, si tinge l'occhio destro appena abbozzato.
Ora lo sguardo si sdoppia e l'impresa di renderlo più carico e significativo svanisce. A volte i ricordi e le emozioni si accavallano senza trovare un canale unico che possano percorrere. Lottano, si raggiungono e si sdoppiano, esplodono.
Un occhio viola e uno giallo, due diverse intenzioni, due diverse emozioni, due diversi colori. Uno per la passione e la sete di possesso, l'altro per la sincerità di un'amicizia e per l'ammirazione che è quasi devozione.

Doppia personalità quella di Modì. Se lancio una pietra contro uno specchio riesco a vederlo. Ogni frammento riflette uno stato d'animo: Modì sulla sponda sinistra della realtà, poi col viso macchiato dal colore. Lo vedo insonne tormentato dai polmoni doloranti e con Luna nello studio che sa di legna bruciata. In fondo le ultime sono situazioni dagli effetti coincidenti.
Una creazione ansiosa quella di Amedeo, semplice all'apparenza ma frutto del vagabondaggio di un uomo in continua ricerca.
Me ne vado in punta di piedi, con passo felpato... come il velluto che indossi. Ti lascio solo... e come un ladro ho trafugato il calore che hai dipinto.
Questa città luccicante sotto l'acqua ha bisogno del tuo respiro. Jeanne ti aspetta profetica alla finestra... quando la sua morte verrà, avrà i tuoi occhi. Spenti.
In questo mattino uggioso cosa vedi attraverso la pioggia?